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15.10.2026

Ticino Welcome - I vaccini che verranno

In occasione del 5° Simposio di Locarno, dedicato al tema del rapporto tra sanità e sostenibilità, abbiamo incontrato la dottoressa Lana E. Kandalaft che ci ha proposto alcune interessanti considerazioni sulle prospettive di sviluppo dei vaccini nella cure oncologiche e in altri ambiti della medicina.

Che cosa distingue un vaccino terapeutico personalizzato contro il cancro dai vaccini tradizionali e come potrebbe trasformare la cura dei tumori?

«I vaccini tradizionali prevengono le malattie infettive, insegnando al sistema immunitario a riconoscere virus o batteri prima che ci facciano ammalare. Nel cancro il principio è diverso: ogni tumore presenta caratteristiche proprie e dobbiamo prima conoscerle per capire quali bersagli colpire.

Per questo parliamo di vaccini terapeutici: vengono sviluppati per curare una malattia già presente e sono costruiti sulle caratteristiche specifiche del tumore di ogni paziente. Negli ultimi anni l’immunoterapia ha rivoluzionato l’oncologia. Alcuni esfarmaci riescono a togliere i “freni” al sistema immunitario, permettendogli di attaccare meglio il tumore, ma funzionano soltanto in una parte dei pazienti.

I vaccini personalizzati possono completare questo meccanismo: se l’immunoterapia libera l’esercito del sistema immunitario il vaccino contribuisce ad addestrarlo, insegnandogli a riconoscere le cellule tumorali. Potrebbero quindi diventare un nuovo pilastro della cura oncologica, soprattutto per prevenire le recidive dopo un intervento, quando nell’organismo possono essere rimaste pochissime cellule tumorali invisibili».

Per leggere l'articolo completo cliccare qui.

I nostri relatori

Prof. Lana E. Kandalaft

Immunoterapia, Oncologia personalizzata, Vaccini contro il cancro,