Giornata mondiale dell'endometriosi

28.03.2021

Il corretto trattamento deve tener conto del grado e della sintomaticità dell’endometriosi, e prevede diverse opzioni che comprendono la chirurgia, la terapia medica, ma anche in alcuni casi l’osservazione.

La chirurgia ha come obiettivo quello di risolvere il danno d’organo causa del sintomo doloroso, dedicando un’attenzione e una cura particolare alla preservazione del potenziale riproduttivo. 

La chirurgia endoscopica mini-invasiva (laparoscopia), assicura il miglior impatto clinico con i migliori risultati postchirurgici evitando il ricorso alle grandi incisioni addominali e garantendo quindi un recupero postoperatorio immediato, un minor impatto in termini di aderenze addominali ed inoltre un risultato estetico ottimale.

Un ruolo di primaria importanza è ricoperto dalla terapia medica, che viene spesso indicata dopo l’atto chirurgico nelle pazienti senza immediato desiderio di prole, ed è costituito da terapie ormonali in grado di mettere in “stand-by” i residui microscopici della malattia che non possono essere asportati per via chirurgica, riducendo il rischio di recidive. 

Talvolta i sintomi legati all’endometriosi possono non scomparire completamente dopo l’intervento; in tal caso la terapia medica contribuisce significativamente alla riduzione dei disturbi migliorando la qualità di vita.

Come per tutte le patologie croniche, lo stile di vita sano può modificare positivamente l’andamento della malattia, con conseguente riduzione dei sintomi. La cura dell’alimentazione con adeguato apporto di fibre e vitamine e con la riduzione dell’introduzione proteine di origine animale, così come l’astensione dal fumo e lo svolgimento di un esercizio fisico regolare, possono migliorare significativamente la qualità di vita della paziente.

L'Endometriosi è quindi una malattia cronica e spesso in continua progressione, ma purtroppo la diagnosi viene ancora oggi fatta con eccessivo ritardo. Sembra infatti che ci vogliono in media 10 anni prima che si arrivi alla corretta diagnosi e terapia. tale lasso di tempo è decisamente troppo lungo e spesso comporta l'instaurarsi di lesioni troppo estese ed un conseguente rischio aumentato di infertilità e di dolore cronico. Per tali motivi bisogna sempre consultare il proprio ginecologo in caso di mestruazioni dolorose, di dispareunia e di dolore pelvico cronico. Troppo spesso le donne accettano di sopportare mensilmente un ciclo doloroso, magari ritenendolo "normale" e che invece potrebbe nascondere una sottostante endometriosi.

 

A proposito di

Dr. med. Giovanni De Luca

Specialista in ginecologia e ostetricia, membro FMH