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Con l'invecchiamento della popolazione, l'oncologia si trova sempre più spesso ad affrontare le complesse esigenze dei pazienti anziani. Oltre alle sfide biologiche e terapeutiche del cancro, i fattori psicosociali - in particolare la solitudine - stanno emergendo come determinanti critici dei risultati di salute. Tuttavia, la solitudine rimane insufficientemente riconosciuta e raramente affrontata in modo sistematico nell'oncologia geriatrica.
Un recente consenso internazionale del Multinational Association of Supportive Care in Cancer (MASCC) Geriatrics Study Group mira a colmare questa lacuna fornendo un quadro di riferimento per la definizione, la valutazione e la gestione della solitudine negli adulti anziani affetti da cancro.
Riconoscendo la solitudine come un problema clinico multidimensionale, il gruppo di esperti raccomanda di integrare la sua valutazione nelle cure oncologiche di routine. Lo screening dovrebbe idealmente iniziare al momento della diagnosi di cancro, quando i pazienti spesso affrontano grandi disagi emotivi e sociali. È importante sottolineare che la responsabilità di individuare la solitudine non deve ricadere su un singolo gruppo professionale: oncologi, infermieri, psicologi, assistenti sociali e specialisti in cure palliative hanno tutti un ruolo nell'identificare e affrontare il disagio psicosociale.
Per quanto riguarda gli interventi, il consenso è fortemente a favore di strategie incentrate sull'uomo e sulla comunità. Gruppi di sostegno, consulenza psicologica, visite a domicilio e programmi che promuovono l'impegno sociale o l'attività fisica sono stati identificati come particolarmente promettenti. Al contrario, gli approcci puramente tecnologici, sebbene potenzialmente utili, dovrebbero essere attuati con cautela, poiché potrebbero non affrontare appieno la natura relazionale della solitudine, soprattutto tra gli adulti più anziani.
Un'altra dimensione importante è l'equità nella salute. Gli esperti hanno identificato gli anziani che vivono in povertà o in aree rurali e remote come particolarmente vulnerabili alla solitudine. Barriere strutturali come l'accesso limitato all'assistenza sanitaria, le difficoltà di trasporto e le ridotte risorse della comunità possono esacerbare l'isolamento e complicare la cura del cancro.
In definitiva, il consenso evidenzia la necessità di integrare il legame sociale nel tessuto delle cure oncologiche. Poiché il cancro diventa sempre più una condizione cronica gestita per anni, affrontare i bisogni emotivi e relazionali degli anziani sarà essenziale per fornire un'assistenza veramente incentrata sul paziente.