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03.08.2026

Il burnout in oncologia: oltre il carico di lavoro

E, Pacheco-Barcia V, Alkan A, Akkus E, Danisman FB, Nixon I, Eniu A, Urun Y. Sindrome dell’impostore, burnout e perfezionismo disadattivo tra i professionisti dell’oncologia: uno studio trasversale globale. JCO Oncol Pract. 25 febbraio 2026:OP2500816. doi: 10.1200/OP-25-00816. PMID: 41740061.

Il burnout in oncologia è un fenomeno importante perché non riguarda solo l’esaurimento dei medici. Può influire sulla soddisfazione professionale, sulla fidelizzazione del personale e, in ultima analisi, sulla qualità dell’assistenza ai pazienti. L’oncologia è un settore particolarmente impegnativo, caratterizzato da un’elevata intensità emotiva, da continui progressi scientifici e da una grande responsabilità clinica. Per questo motivo, comprendere i fattori che determinano il burnout tra i professionisti dell’oncologia è di grande rilevanza per il futuro della cura del cancro.

Questo studio ha rilevato che il burnout era comune tra i professionisti dell’oncologia ed era strettamente legato a due fattori psicologici: la sindrome dell’impostore e il perfezionismo disadattivo. In altre parole, il burnout sembrava essere associato non solo a pressioni esterne come il carico di lavoro, ma anche a esperienze interne quali l’insicurezza e la sensazione persistente di non essere all’altezza nonostante l’impegno e i risultati raggiunti. Una delle conclusioni più importanti è stata che il perfezionismo disadattivo non equivale semplicemente ad avere standard elevati. Avere standard elevati di per sé potrebbe non essere dannoso, ma il disagio derivante dalla sensazione di non essere mai all’altezza di tali standard era fortemente correlato al burnout.

Lo studio ha inoltre suggerito che i professionisti oncologici più giovani e all’inizio della carriera possano essere particolarmente vulnerabili, mentre fattori quali l’anzianità di servizio, la genitorialità e la formazione in materia di salute mentale possano svolgere un ruolo protettivo. Nel complesso, questi risultati sostengono l’idea che il burnout in oncologia debba essere affrontato attraverso approcci sia strutturali che psicologici. Potrebbe non essere sufficiente incoraggiare le persone a essere più resilienti; sono necessari anche ambienti di lavoro solidali e strategie mirate che affrontino i sentimenti di impostura e l’autocritica disadattiva.

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