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Protesi inversa di spalla: più sicurezza grazie alla pianificazione

A cura del Dr. med. Laurenz Jaberg

Negli ultimi anni la protesi inversa di spalla è diventata un intervento sempre più utilizzato e affidabile, soprattutto negli anziani. Oggi rappresenta la soluzione più efficace quando la spalla è molto danneggiata e i tendini che la muovono (la cosiddetta cuffia dei rotatori) non funzionano più correttamente.

Quando si utilizza la protesi inversa?

La protesi inversa viene indicata in particolare nei casi di:

  • artrosi associata a lesioni croniche della cuffia dei rotatori,
  • rotture dei tendini non più riparabili,
  • artrosi avanzata in pazienti con tendini degenerati.

In queste situazioni, questo tipo di protesi permette di ridurre il dolore e migliorare la funzionalità del braccio.

L’importanza degli esami prima dell’intervento

Per scegliere il trattamento migliore e ridurre i rischi, è fondamentale uno studio accurato della spalla prima dell’operazione.

Gli esami più importanti sono:

  • la Risonanza Magnetica (RM), che serve a valutare lo stato dei tendini e delle strutture articolari,
  • la TAC dedicata, utilizzata soprattutto quando l’anatomia della spalla è complessa o quando è necessaria una pianificazione molto precisa dell’impianto.

La decisione di eseguire una TAC specifica viene sempre presa dallo specialista ortopedico, in base alla situazione clinica del paziente.

Pianificazione digitale: un intervento su misura

Grazie alle moderne tecnologie, le immagini della TAC possono essere elaborate con software avanzati che permettono al chirurgo di “simulare” l’intervento prima di entrare in sala operatoria.

Questo consente di:

  • valutare con precisione la perdita di osso nella spalla,
  • scegliere il posizionamento ideale della protesi,
  • stabilire se è necessario ricostruire l’osso con una guida personalizzata o, nei casi più complessi, utilizzare un impianto progettato su misura per il paziente.

Un esempio pratico

In alcune situazioni la spalla presenta una marcata perdita di osso. Grazie alla pianificazione pre-operatoria, il chirurgo può decidere di utilizzare un piccolo innesto osseo, spesso prelevato dallo stesso osso del paziente, per ricostruire la zona danneggiata.

Vengono inoltre realizzate guide personalizzate, create appositamente per quel paziente, che aiutano il chirurgo a posizionare la protesi nel modo più corretto e sicuro possibile.

I vantaggi per il paziente

L’uso della pianificazione 3D, delle guide personalizzate e degli impianti su misura offre numerosi benefici:

  • maggiore precisione chirurgica,
  • interventi più sicuri, anche nei casi complessi,
  • riduzione dei rischi operatori,
  • migliori risultati nel tempo.

Questo approccio innovativo si sta affermando sempre più come un nuovo standard nella chirurgia protesica della spalla, con l’obiettivo di offrire al paziente un intervento più personalizzato e affidabile.

Nos intervenants

Clinica Ars Medica

Dr méd. Laurenz Jaberg

Spécialisation
Chirurgie orthopédique, Chirurgie de l’épaule